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La Cina vieta l'importazione di tutti i rifiuti solidi dal 1° gennaio 2021

I ministeri cinesi hanno annunciato il divieto totale di importazione di rifiuti solidi a partire dal 1° gennaio 2021. Questo segna la conclusione di un processo avviato nel 2017 e aumenta la pressione sul riciclo europeo.

Pubblicato 2 min di letturaRedazione FeedstockData

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Sprasowane bele zgniecionych butelek PET ułożone w stosy na placu zakładu recyklingu, pod zachmurzonym niebem.
Foto Grendelkhan / Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0, file di origine; modifiche: ritaglio

Dal 1° gennaio 2021 la Cina vieta l’importazione di qualsiasi rifiuto solido. L’annuncio del Ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente, risalente a novembre 2020, ha concluso il processo di eliminazione graduale delle importazioni iniziato nel 2017.

Contenuto dell’annuncio

Il documento, citato in letteratura come Avviso del Ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente n. 53 del 2020, è stato pubblicato il 24 novembre 2020 ed è entrato in vigore il 1° gennaio 2021. Secondo quanto riportato dall’agenzia Xinhua, l’annuncio è stato emesso congiuntamente dal Ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente, dal Ministero del Commercio e dalla Direzione Generale delle Dogane. La traduzione dell’annuncio recita: «È vietata l’importazione di rifiuti solidi in qualsiasi modo» e proibisce lo scarico, lo stoccaggio e lo smaltimento di rifiuti solidi provenienti dall’estero sul territorio cinese.

Il Ministero ha cessato di accettare e approvare domande di licenza per l’importazione di rifiuti solidi che potevano essere utilizzati come materie prime; le licenze rilasciate nel 2020 sono valide solo fino alla fine del 2020 e scadono automaticamente. I rifiuti prodotti nelle zone speciali di vigilanza doganale e nei luoghi di controllo doganale di tipo bonded sono soggetti alle normative nazionali sui rifiuti solidi. L’annuncio ha contestualmente abrogato cinque precedenti comunicati emessi tra il 2011 e il 2018.

Base giuridica

La decisione è stata collegata alla legge modificata sulla prevenzione dell’inquinamento da rifiuti solidi, approvata il 29 aprile 2020 ed entrata in vigore il 1° settembre 2020. La legge dichiara l’obiettivo di azzerare le importazioni: il divieto del 1° gennaio 2021 ne rappresenta la realizzazione.

Fase precedente: il 2017

Secondo una comunicazione del Ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente, ripresa da Xinhua, alla fine del 2017 la Cina aveva vietato l’importazione di 24 tipi di rifiuti solidi, tra cui carta non selezionata, tessili e scorie di vanadio. Il divieto totale del 2021 conclude questa fase di eliminazione graduale delle importazioni.

Significato per i bio-rifiuti

Il divieto di importazione riguardava le materie prime seconde (ad esempio carta, plastiche, metalli), non i bio-rifiuti, e non ha un legame diretto con la tecnologia di digestione anaerobica. Il suo impatto sul nostro settore è indiretto: significa che la Cina dovrà fare maggiore affidamento sui flussi nazionali di rifiuti, mentre la loro raccolta differenziata alla fonte è trattata in altri articoli.

Cosa significa per la Polonia/l’Europa

La decisione della Cina ricorda che il mercato delle materie prime seconde può dipendere dalle scelte di un singolo Paese importatore. Le imprese polacche di riciclo e i comuni dovrebbero considerare la variabilità della domanda nei contratti e negli investimenti negli impianti di selezione.

Fonti

  1. Ministry of Ecology and Environment (Xinhua) — China to ban all imports of solid waste from 2021
  2. Aclima — Announcement on Matters concerning the Completely Ban on Import of Solid Waste (tłumaczenie)
  3. PMC — The waste ban in China: what happened next? Assessing the impact of new policies on the waste management sector in China