Rifiuti ed economia circolareAnalisi
Compostaggio o digestione anaerobica dei bio-rifiuti? Confronto tra processo, normativa e impatto odorigeno
Il compostaggio è un processo aerobico che produce compost, mentre la digestione anaerobica genera biogas e digestato. Confrontiamo entrambi i processi sotto il profilo normativo, UPPZ, del prodotto finale e dell'impatto odorigeno.
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La fermentazione e il compostaggio rappresentano due vie per il riciclo organico dei bio-rifiuti, che portano a prodotti differenti. Il compostaggio (processo aerobico) produce compost stabile e richiede energia per l’aerazione, mentre la digestione anaerobica (fermentazione metanigena) (processo anaerobico) genera biogas e digestato. La normativa tratta entrambe le tecnologie in modo simile: il nucleo comune di requisiti include l’autorizzazione al trattamento dei rifiuti, la registrazione nel BDO e – qualora il flusso contenga rifiuti di origine animale – l’approvazione dell’impianto da parte del veterinario distrettuale. Le differenze derivano dal tipo di rifiuti, dalla chiusura dell’impianto e dallo status del prodotto finale.
Processo: cosa avviene e cosa si ottiene
| Caratteristica | Compostaggio | Digestione anaerobica |
|---|---|---|
| Condizioni | aerobiche, con aerazione e materiale strutturale (trucioli, rifiuti verdi) | anaerobiche, reattore ermetico |
| Alimentazione ottimale | rifiuti verdi, miscele con rifiuti da cucina | umidi, facilmente degradabili: rifiuti da cucina, alimenti scaduti, liquame, scarti di produzione |
| Prodotti | compost, calore | biogas (CH₄ e CO₂), digestato liquido o solido |
| Bilancio energetico | consumo netto di energia | produzione netta di energia (dopo aver coperto il fabbisogno interno) |
| Sensibilità | bassa ai contaminanti, alta agli odori | alta agli inibitori (ammoniaca, grassi, disinfettanti) e agli imballaggi |
| Superficie | ampia, soprattutto in sistemi a cumuli | ridotta, ma necessita di un magazzino per il digestato |
Spesso le due metodologie vengono combinate in un unico processo: il digestato viene separato in frazione liquida e solida, e la frazione solida viene avviata alla maturazione compostativa.
Requisiti comuni per entrambe le tecnologie
- Legge sui rifiuti (14 dicembre 2012) — il trattamento dei rifiuti avviene in un impianto soggetto ad autorizzazione per il trattamento dei rifiuti (o autorizzazione integrata ambientale o autorizzazione alla produzione di rifiuti che includa il loro trattamento). I detentori di rifiuti sono obbligati alla registrazione nel BDO e, dal 2020, la tracciabilità dei rifiuti e le schede di trasferimento sono gestite in questo sistema.
- Raccolta differenziata — il regolamento del Ministro dell’Ambiente del 29 dicembre 2016 sul metodo dettagliato di raccolta differenziata delle frazioni selezionate di rifiuti include, tra gli altri, i bio-rifiuti. Questo fornisce un flusso che viene inviato agli impianti di compostaggio e agli impianti di biogas.
- Limitazione allo smaltimento in discarica dei rifiuti biodegradabili — questo è il principale "motore" per la costruzione di impianti: i bio-rifiuti devono essere gestiti, non smaltiti in discarica.
- UPPZ — se l’alimentazione contiene rifiuti da cucina o prodotti di origine animale, si applica il regolamento (CE) 1069/2009: entrambe le tecnologie richiedono l’approvazione dell’impianto (art. 24, comma 1), e il materiale di categoria 3 viene trattato standardmente a 70°C per almeno 60 minuti, con particelle fino a 12 mm.
Differenze tecniche derivanti direttamente dal regolamento 142/2011: un impianto di biogas necessita di un modulo di pastorizzazione/igienizzazione, non eludibile, con registrazione continua della temperatura; un impianto di compostaggio richiede un reattore chiuso o uno spazio chiuso con monitoraggio della temperatura. Altri sistemi di compostaggio sono consentiti solo se rispettano i parametri di tempo e temperatura oppure trattano esclusivamente materiali esentati dall’igienizzazione.
Cosa determina effettivamente la scelta
- Tipo di rifiuti. I rifiuti verdi e da giardino sono un’alimentazione naturale per il compostaggio. I rifiuti umidi da cucina, della ristorazione e di produzione sono più facilmente gestibili in un processo di digestione anaerobica chiusa, poiché hanno un elevato valore energetico e non sono adatti ai cumuli.
- Scala e localizzazione. Un piccolo comune con un flusso separato di rifiuti verdi raramente giustifica un impianto di biogas. Una grande agglomerazione urbana con rifiuti da cucina, al contrario, sì.
- Prodotto finale e suo destinatario. Qui molte decisioni di investimento si definiscono (vedi sotto).
- Contesto locale. L’impatto odorigeno è spesso la principale fonte di conflitti e proteste.
Prodotto finale: compost vs digestato
- Il compost può essere immesso sul mercato come fertilizzante organico o ammendante del suolo dopo aver ottenuto l’autorizzazione del Ministro dell’Agricoltura (legge del 10 luglio 2007 sui fertilizzanti e la fertilizzazione) oppure utilizzato nel processo di recupero R10.
- Il digestato derivante dalla digestione anaerobica dei rifiuti è generalmente classificato come rifiuto (codici 19 06 04, 19 06 05, 19 06 06 nel catalogo dei rifiuti). Per il suo utilizzo agricolo si applica il regolamento sul processo R10: le condizioni dipendono dal tipo di materiale trattato. Nel caso di rifiuti raccolti in modo differenziato, i requisiti possono essere equiparati a quelli per i fanghi di depurazione comunali e richiedono analisi del rifiuto e del suolo in un laboratorio accreditato. Se l’alimentazione è costituita esclusivamente da biomassa e sottoprodotti di origine animale, i requisiti sono meno stringenti. Un’alternativa è il percorso di autorizzazione come fertilizzante.
In pratica, il digestato non ha un percorso unico e semplice, e la sua pianificazione troppo rigida per l’"utilizzo agricolo" può diventare il collo di bottiglia dell’intero investimento.
Impatto odorigeno
Gli odori si generano principalmente durante lo scarico, lo stoccaggio delle materie prime, nei cumuli in condizioni di scarsa ossigenazione e nelle lagune aperte di digestato. Soluzioni efficaci sono di tipo organizzativo e tecnico:
- scarico e stoccaggio temporaneo dell’alimentazione in un capannone chiuso con depressione;
- biofiltro o scrubber per l’aria proveniente dai capannoni e dai reattori;
- rapido trattamento delle forniture (il regolamento 142/2011 richiede il trattamento del materiale di origine animale senza inutili ritardi);
- serbatoi coperti per il digestato, corretta miscelazione della struttura nell’impianto di compostaggio;
- definizione di percorsi e orari per le consegne.
Nella normativa polacca non esiste un limite universale per le emissioni odorigenhe di tali impianti. I requisiti derivano dalle decisioni ambientali e dalle autorizzazioni, nonché dalle conclusioni BAT per il trattamento dei rifiuti (decisione di esecuzione della Commissione (UE) 2018/1147). È quindi consigliabile progettare la protezione dagli odori fin dall’inizio, piuttosto che intervenire dopo le segnalazioni.
Tre scenari tipici
Comune con rifiuti verdi e da cucina domestica. L’alimentazione è eterogenea e stagionale, e i rifiuti da cucina sono materiali di categoria 3 secondo la normativa UPPZ, quindi l’impianto di compostaggio deve essere chiuso e igienizzato. Una soluzione ibrida funziona bene: digestione anaerobica dei rifiuti da cucina e compostaggio della frazione verde e della parte solida del digestato.
Produttore alimentare con scarti di produzione. Gli scarti umidi ed energetici (vinacce, siero, prodotti non conformi) sono un’alimentazione ideale per la digestione anaerobica. Il compostaggio non ha senso, poiché richiederebbe molto materiale strutturale, mentre il biogas può coprire parte del fabbisogno energetico dell’impianto.
Azienda agricola con liquame e residui vegetali. Questo è il classico impianto di biogas agricolo; il compostaggio riguarda piuttosto il letame e i cumuli in campo. Le regole derivano più dal programma nitrati e dalla legge sui fertilizzanti che dalle normative sui rifiuti.
Cosa non si vede nella tabella
Il costo dell’impianto non riguarda solo il reattore o il capannone. Si aggiungono: triturazione e separazione dei contaminanti (plastica, vetro, metalli), depurazione dell’aria, magazzino per il prodotto finale con capacità sufficiente per il periodo in cui non è consentita la sua distribuzione sui campi, e laboratorio. L’impianto di compostaggio è generalmente meno costoso da costruire, ma più oneroso in termini di superficie e controllo degli odori. L’impianto di biogas genera ricavi dall’energia o dal gas, ma è sensibile alla qualità dell’alimentazione: una singola partita con molti imballaggi o disinfettanti può bloccare il processo.
Checklist prima della decisione
- Si dispone di una fonte stabile di alimentazione e qual è la sua qualità (contaminanti, imballaggi)?
- L’alimentazione contiene materiale di origine animale e di quale categoria?
- Chi riceverà il prodotto finale e su quale base normativa (fertilizzante, R10)?
- Come verranno gestiti lo scarico e i magazzini per quanto riguarda gli odori?
- La localizzazione consente il rispetto delle distanze dagli insediamenti abitativi?
Il testo ha carattere informativo e non costituisce consulenza legale; prima di prendere una decisione di investimento o formale, verifica l’attuale formulazione delle normative e consulta un legale o l’autorità competente.
Fonti
Domande e risposte
Per il compostaggio dei rifiuti da cucina sono sufficienti le andane all'aperto?
In linea generale, no. Il Regolamento (UE) n. 142/2011 richiede, per il materiale di origine animale (compresi i rifiuti da cucina), l'utilizzo di un reattore chiuso o di uno spazio chiuso con monitoraggio della temperatura; altri sistemi sono ammessi solo nel rispetto di parametri specifici o per materiali rigorosamente definiti.
Cosa è più fastidioso dal punto di vista olfattivo: un impianto di compostaggio o un impianto di biogas?
Non esiste una regola fissa. Gli odori dipendono dalle modalità di scarico, dalla chiusura della struttura, dalla filtrazione dell’aria e dal tempo di stoccaggio, non dalla tecnologia in sé. I maggiori problemi sono causati dalle cataste aperte e dai magazzini non coperti di digestato.




