Rifiuti ed economia circolareGuida

Rifiuti di cucina e della ristorazione: obblighi del produttore e percorso verso l'impianto di biogas

Ristoranti e mense devono raccogliere i rifiuti di cucina in modo differenziato e consegnarli a un destinatario autorizzato. Descriviamo codici, contratto, BDO, requisiti SOA e percorso verso l'impianto di biogas.

Pubblicato Aggiornato 5 min di letturaRedazione FeedstockData

Altre versioni linguistiche: polski, English, Deutsch, español, français, Nederlands.

Trzy pojemniki na odpady z kolorowymi pokrywami, w tym pojemnik na bioodpady kuchenne i zielone, ustawione przy krawężniku.
Foto Bidgee / Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0, file di origine; modifiche: ritaglio

Ristoranti, mense e imprese di catering dovrebbero raccogliere i rifiuti di cucina in modo differenziato e consegnarli esclusivamente a un soggetto autorizzato al ritiro. Tali rifiuti sono al tempo stesso rifiuti ai sensi della legge sui rifiuti (di norma come rifiuti organici) e sottoprodotti di origine animale di categoria 3, perciò sono soggetti a due serie di norme. Il percorso va dal contenitore in cucina, attraverso il destinatario, fino all'impianto: più spesso un impianto di biogas o di compostaggio riconosciuto dal veterinario distrettuale (powiatowy lekarz weterynarii).

Come classificare i rifiuti della ristorazione

La legge sui rifiuti definisce i rifiuti organici come rifiuti biodegradabili di giardini e parchi, rifiuti alimentari e di cucina provenienti da nuclei domestici, ristorazione (compresi ristoranti e mense), uffici, commercio all'ingrosso e al dettaglio, nonché rifiuti analoghi provenienti da stabilimenti che producono o immettono in commercio alimenti. Nel catalogo dei rifiuti figurano, tra l'altro:

Codice Rifiuto
20 01 08 rifiuti di cucina biodegradabili
20 01 25 oli e grassi commestibili (ad es. olio di frittura esausto)
19 08 09 miscele di oli e grassi prodotte dalla separazione olio/acqua, contenenti esclusivamente oli e grassi commestibili
02 02 03, 02 03 04, 02 05 01, 02 06 01 prodotti inutilizzabili per il consumo provenienti dalla produzione (stabilimenti di trasformazione)

La classificazione definitiva spetta al produttore e, in caso di dubbi, al destinatario; il codice si riporta nei documenti.

Obblighi del produttore

  1. Separazione alla fonte. I rifiuti di cucina si raccolgono separatamente da quelli misti. Il decreto sulle modalità di raccolta differenziata di frazioni selezionate di rifiuti comprende i rifiuti organici.
  2. Consegna al destinatario autorizzato. Il produttore consegna i rifiuti a un soggetto autorizzato (iscrizione al registro delle attività regolamentate relative al ritiro dei rifiuti urbani dai proprietari di immobili oppure autorizzazione, registrazione nel BDO). Conviene richiedere copia dei documenti.
  3. Contratto e documentazione. Il contratto stabilisce la frequenza di ritiro, i contenitori e i codici dei rifiuti; dopo il ritiro si conferma la massa e il codice.
  4. BDO e registrazione. L'ambito degli obblighi (registrazione, registrazione quantitativa, schede di trasferimento) dipende dal tipo e dalla quantità di rifiuti e dallo status del produttore; una parte dei rifiuti e le piccole quantità sono esclusi dalla registrazione in base al decreto di attuazione. Verifichi la sua situazione nel BDO.
  5. L'olio esausto va consegnato a un destinatario distinto (codice 20 01 25), non versato nella rete fognaria.

Requisiti SOA

I rifiuti di cucina (catering waste), a eccezione di quelli provenienti da mezzi di trasporto internazionali, sono materiale di categoria 3 (art. 10, lett. p del regolamento 1069/2009). Conseguenze:

  • Divieto di somministrazione come alimento agli animali da allevamento (diversi da quelli da pelliccia) di rifiuti di cucina (art. 11).
  • I rifiuti devono giungere a uno stabilimento riconosciuto che trasforma i SOA in biogas o compost (art. 24, comma 1, lett. g), dove subiscono igienizzazione: 70°C per 60 minuti con particelle fino a 12 mm oppure parametri alternativi riconosciuti.
  • Il trasporto avviene con un documento commerciale, e i trasportatori sono soggetti a registrazione (art. 23) o a riconoscimento.
  • Lo stabilimento di ristorazione che produce SOA ed è esso stesso riconosciuto o registrato come impresa alimentare non deve registrarsi ulteriormente per tale ambito in base all'art. 23.

Il percorso verso l'impianto di biogas passo dopo passo

  1. Il produttore separa i rifiuti in cucina in contenitori a tenuta.
  2. Il destinatario (con registrazione SOA e BDO) li raccoglie e li trasporta in un veicolo chiuso.
  3. I rifiuti giungono a un impianto con autorizzazione, codici disponibili e riconoscimento veterinario; spesso passano per il depackaging e l'igienizzazione.
  4. La digestione produce biogas e digestato, che segue un percorso giuridico distinto (recupero R10 oppure fertilizzante).

Come semplificarsi la vita

  • Buona separazione: senza imballaggi, posate, tovaglioli plastificati e vetro.
  • Contenitori a tenuta e ritiri più frequenti in estate, per limitare odori e animali infestanti.
  • Pesatura o stima delle quantità, per tenere sotto controllo i costi.
  • Formazione del personale: che cosa si getta nel contenitore e che cosa no.
  • Scelta di un destinatario con destinazione finale comprovata.

Domande di controllo al destinatario

  • Il destinatario ha l'iscrizione al registro delle attività regolamentate oppure l'autorizzazione alla raccolta e al trasporto dei rifiuti, nonché la registrazione nel BDO?
  • È registrato o riconosciuto per il trasporto di SOA?
  • Dove vanno a finire i rifiuti? L'impianto finale ha l'autorizzazione, il riconoscimento veterinario e i codici 20 01 08 o altri inclusi?
  • Con quale frequenza effettua il ritiro e in quali contenitori?
  • Rilascia conferme di consegna e di massa?

Piano di attuazione di esempio in un locale

  1. Individui i punti di raccolta in cucina e presso il lavaggio (contenitori con coperchio).
  2. Contrassegni i contenitori e formi la squadra.
  3. Decida che cosa fare con l'olio, il grasso del separatore e gli imballaggi: flussi distinti.
  4. Stipuli il contratto di ritiro con un soggetto autorizzato.
  5. Tenga un breve registro (data di ritiro, quantità, destinatario) e conservi i documenti.
  6. Di tanto in tanto riesamini il peso dei rifiuti e adegui la frequenza di ritiro: spesso si scopre che la riduzione dello spreco alimentare abbassa i costi più della negoziazione dei prezzi.

Rifiuti di cucina e rifiuti domestici

I rifiuti di cucina dei nuclei domestici si raccolgono nell'ambito del sistema comunale, mentre in un locale di ristorazione il produttore risponde in prima persona della scelta del destinatario e della documentazione. È una differenza importante: nel primo caso il sistema è organizzato dal comune, nel secondo l'imprenditore stipula il contratto con un soggetto autorizzato e deve dimostrare, in caso di controllo, a chi e quando ha consegnato i rifiuti.

Errori tipici

  1. Consegna dei rifiuti a un'impresa priva di iscrizioni e autorizzazioni.
  2. Miscelazione dei rifiuti organici con olio o imballaggi.
  3. Assenza del contratto o di un documento che confermi il ritiro.
  4. Somministrazione o cessione dei rifiuti «come mangime»: è vietata.

Il testo ha carattere informativo e non costituisce consulenza legale; prima di una decisione di investimento o formale, verifichi il testo vigente delle norme e si consulti con un legale o con l'autorità competente.

Fonti

  1. Ustawa z dnia 14 grudnia 2012 r. o odpadach (ISAP/ELI)
  2. Rozporządzenie Ministra Klimatu z 2 stycznia 2020 r. w sprawie katalogu odpadów (Dz.U. 2020 poz. 10)
  3. Rozporządzenie (WE) nr 1069/2009 (EUR-Lex)

Domande e risposte

È possibile nutrire gli animali con gli avanzi dei ristoranti?

No. Il regolamento 1069/2009 vieta di nutrire con rifiuti di cucina gli animali da allevamento diversi da quelli da pelliccia. Tali rifiuti devono essere conferiti a un destinatario autorizzato e gestiti, ad es., in un impianto di biogas o di compostaggio dopo igienizzazione.

Questa domanda nelle FAQ