Emissioni e climaEvento
Il Consiglio Europeo approva l'obiettivo di riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030
Durante il vertice del 10–11 dicembre 2020, i leader dell'UE hanno sostenuto l'obiettivo vincolante di riduzione netta delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030 rispetto al 1990 e ne hanno annunciato la rapida attuazione normativa.
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Il Consiglio Europeo ha sostenuto l'11 dicembre 2020 un obiettivo vincolante a livello UE di riduzione netta delle emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto al livello del 1990. La decisione è stata presa durante il vertice di Bruxelles (10–11 dicembre) e ha aperto la strada all'inserimento del nuovo obiettivo nella legge europea sul clima e alla revisione dell'intero pacchetto di normative energetico-climatiche.
Cosa è stato stabilito
I leader hanno concordato che l'obiettivo debba essere vincolante per tutta l'Unione e realizzato congiuntamente dagli Stati membri. Nelle conclusioni è stato sottolineato che, nella ripartizione degli sforzi, occorre tenere conto dell'equità, della solidarietà e dei diversi punti di partenza dei Paesi. Il Consiglio ha invitato la Commissione a presentare le necessarie proposte legislative, tra cui la revisione del sistema di scambio delle quote di emissione e le regole di ripartizione degli sforzi nei settori al di fuori dell'ETS, insieme a un'analisi approfondita degli impatti a livello degli Stati membri.
L'obiettivo riguarda le emissioni nette, il che significa che nel bilancio viene incluso l'assorbimento di CO₂ da parte delle foreste e dei terreni. L'obiettivo precedente per il 2030 era del 40%.
Posizione della Polonia
La Polonia ha cercato di confermare il ruolo del gas naturale come combustibile di transizione, garantire fondi per la trasformazione delle regioni carbonifere e tenere conto delle condizioni nazionali nella ripartizione dell'obiettivo. Nelle conclusioni è stata rilevata la necessità di considerare la situazione degli Stati con un'elevata quota di combustibili fossili.
Significato per il biogas, i rifiuti e l'agricoltura
L'innalzamento dell'obiettivo al 55% determina che tutti i settori saranno costretti ad accelerare le riduzioni. Per l'agricoltura e la gestione dei rifiuti, ciò comporta una maggiore pressione per limitare le emissioni di metano e protossido di azoto, quindi per soluzioni come la digestione anaerobica del letame e del liquame, la valorizzazione dei rifiuti organici e la cattura del biogas da discarica. Per il settore energetico, un ritmo più rapido di decarbonizzazione, che aumenta l'importanza dei vettori rinnovabili, tra cui il biogas e il biometano nel teleriscaldamento, nell'industria e nei trasporti.
Un obiettivo più elevato comporta anche prezzi più alti per le quote di emissione di CO₂ nell'ETS, migliorando la posizione dei combustibili rinnovabili rispetto a quelli fossili. Per i produttori di biogas che vendono calore o gas, ciò potrebbe significare condizioni di mercato più favorevoli.
Prossimi passi
Dopo la decisione del Consiglio Europeo, la Commissione avrebbe dovuto presentare nel 2021 un pacchetto di proposte legislative, mentre il Parlamento Europeo e il Consiglio avrebbero negoziato i dettagli. Gli Stati membri, compresa la Polonia, si preparavano ad aggiornare i piani nazionali energia e clima e a negoziare la ripartizione degli sforzi. È stato inoltre annunciato che l'obiettivo sarebbe stato inserito nella legge sul clima, i cui negoziati erano in corso parallelamente.
Perché "netto"
La formulazione "netto" ha un grande significato pratico. Significa che parte dello sforzo può essere realizzato aumentando l'assorbimento di CO₂ nelle foreste e nei suoli, e non esclusivamente attraverso la riduzione delle emissioni nell'economia. Con questo approccio, cresce l'importanza delle pratiche agricole che aumentano il contenuto di carbonio nel suolo, tra cui l'uso di materia organica e fertilizzanti organici, come il compost o il digestato, purché applicati in conformità con le norme di protezione delle acque.




