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Italia: piano di ripresa approvato, 1,92 miliardi di euro per lo sviluppo del biometano
Il Consiglio UE ha approvato il 13 luglio 2021 il piano italiano di ripresa e resilienza. Nell’investimento M2C2 1.4 per lo sviluppo del biometano sono previsti circa 1,92 miliardi di euro e una produzione di 2,3 miliardi di m³ annui entro metà 2026.
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Il Consiglio ECOFIN ha approvato il 13 luglio 2021 il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) italiano. Uno dei suoi elementi è l’investimento M2C2 1.4 «Sviluppo del biometano secondo l’approccio dell’economia circolare», con un budget di circa 1,92 miliardi di euro. Obiettivo: una produzione aggiuntiva di biometano in nuovi impianti e impianti riconvertiti pari ad almeno 2,3 miliardi di m³ annui entro il 30 giugno 2026.
Cosa prevede l’investimento M2C2 1.4
I fondi sono destinati alla costruzione di nuovi impianti di biometano e alla riconversione di impianti di biogas esistenti (ad esempio, dalla cogenerazione alla produzione di biometano), nonché alla modernizzazione finalizzata alla riduzione delle emissioni agricole e alla gestione dei rifiuti. L’investimento si inserisce nell’approccio dell’economia circolare: le materie prime sono rifiuti organici, fertilizzanti naturali e residui agricoli, mentre il digestato viene utilizzato come fertilizzante.
L’Italia ha già esperienza con il biometano nel settore dei trasporti, dove da alcuni anni è in vigore un sistema di sostegno basato su certificati e decreti attuativi. Il PNRR estende questa direzione, combinando fondi europei con strumenti nazionali.
Importanza per l’Europa
L’Italia è tra i maggiori mercati europei del biogas, con un elevato numero di impianti di biogas agricolo. La conversione degli impianti di cogenerazione esistenti in impianti di biometano consente di sfruttare l’infrastruttura già costruita e l’accesso alle materie prime. Per i Paesi che stanno ancora sviluppando il mercato, come la Polonia, questo rappresenta un esempio di come i fondi per la ripresa possano essere utilizzati per finanziare il biometano – a condizione che venga incluso nel piano nazionale.
Il piano polacco, trasmesso alla Commissione nel maggio 2021, conteneva – secondo la bozza di marzo – riferimenti al biogas, ma non prevedeva una componente autonoma così consistente come quella italiana.
Indicazioni per gli investitori
L’esperienza italiana evidenzia alcune condizioni per il successo: un obiettivo volumetrico preciso, un cronoprogramma con traguardi intermedi, la combinazione di sovvenzioni per gli investimenti con meccanismi di sostegno operativo e procedure semplificate per il collegamento alla rete. L’assenza di uno qualsiasi di questi elementi può ritardare la realizzazione, come si osserva nella differenza tra Paesi con mercati sviluppati e quelli in fase di avvio.
Prossimi passi
Dopo l’approvazione del piano, l’Italia ha potuto firmare i decreti attuativi e indire bandi per il cofinanziamento. Il ritmo di attuazione dipendeva dalla capacità dell’amministrazione e degli investitori di preparare i progetti entro le scadenze stringenti imposte dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF).
Il ruolo dell’agricoltura nel modello italiano
In Italia, il biogas agricolo si è sviluppato soprattutto nel nord, nelle regioni con una produzione zootecnica intensiva e la coltivazione di mais. Nel tempo, il mercato è passato da un modello basato esclusivamente sulle colture energetiche a un modello che combina fertilizzanti naturali e residui con colture secondarie. Questa evoluzione è rilevante per la Polonia, dove il dibattito sugli substrati ammessi e i criteri di sostenibilità ha caratteristiche simili.
Avvertenza
Le cifre e gli obiettivi provengono da documenti del piano italiano e da resoconti stampa; durante l’attuazione, i piani di ripresa sono stati soggetti a revisioni, pertanto i valori finali potrebbero essere cambiati.




