BioLNG e bioCNGEvento
Regno Unito: CNG Fuels espande la rete di stazioni bio-CNG per autocarri
L'azienda britannica CNG Fuels, sostenuta da un investimento di 80 milioni di sterline da parte di Foresight Group, ha attivato cinque stazioni e prevede di realizzarne almeno altre 14. Al completamento, la rete potrà rifornire circa 8.000 autocarri al giorno.
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L'azienda britannica CNG Fuels, sostenuta da un finanziamento di 80 milioni di sterline da parte di Foresight Group, ha annunciato alla fine di dicembre 2020 che avrebbe ampliato la propria rete di stazioni di rifornimento di biometano sotto forma di bio-CNG per autocarri. Attualmente sono operative cinque stazioni, in grado di servire circa 2.000 autocarri al giorno. Una sesta stazione, nei pressi di Liverpool, doveva essere attivata a gennaio 2021, mentre entro due anni l'azienda prevede di costruirne almeno altre 14.
Cosa prevede CNG Fuels
Al termine degli investimenti pianificati, la rete sarà in grado di rifornire circa 8.000 autocarri al giorno. La quinta stazione, situata nei pressi di Birmingham, serve fino a 500 veicoli al giorno. Il carburante utilizzato è biometano compresso in forma di bio-CNG, prodotto da rifiuti e residui.
La società sottolinea i vantaggi economici e ambientali. Secondo l'azienda, gli autocarri alimentati a bio-CNG risultano più economici del 35-40% rispetto al diesel, mentre le emissioni di CO₂ si riducono di circa l'85%. L'azienda prevede che, entro l'anno successivo, il carburante sarà completamente neutrale dal punto di vista climatico. Il trasporto pesante è responsabile in Gran Bretagna di circa il 4,5% delle emissioni di CO₂ dell'economia.
Si tratta di dichiarazioni aziendali, basate sui calcoli interni; le riduzioni effettive dipendono dalla materia prima da cui viene prodotto il biometano e dalla metodologia di calcolo delle emissioni nell'intero ciclo di vita.
Importanza per il mercato del biometano
Il trasporto pesante rappresenta uno degli ambiti in cui l'elettrificazione risulta difficile, mentre il biometano – in forma compressa (bio-CNG) o liquefatta (bioLNG) – costituisce già una soluzione disponibile. L'esempio britannico dimostra che lo sviluppo dell'infrastruttura di rifornimento può essere finanziato da fondi di investimento, a condizione che esista una domanda stabile da parte dei trasportatori e un meccanismo di certificazione dell'origine del carburante.
Per i produttori polacchi di biogas, questo modello rappresenta un esempio di percorso alternativo di vendita: anziché produrre energia elettrica tramite cogenerazione (CHP), è possibile purificare il biogas in biometano e venderlo come carburante per il trasporto. In Polonia, nel 2020, non esisteva una rete sviluppata di rifornimento di bio-CNG né un sistema di certificazione del biometano, mentre le normative sul sostegno e l'origine del biometano dovevano ancora essere definite.
Prospettive future
Per il settore sarà rilevante verificare se modelli simili potranno emergere in Polonia. Le condizioni necessarie sono: un sistema di certificazione del biometano (garanzie di origine), la convenienza economica rispetto al gasolio e al GNL, nonché una rete di rifornimento lungo i corridoi di trasporto. Con l'aumento dei prezzi delle quote di emissione di CO₂ e dei requisiti per i carburanti nel trasporto, gli argomenti a favore del biometano nel trasporto pesante si rafforzeranno.
Bio-CNG e bioLNG
Il biometano compresso (bio-CNG) è utilizzato principalmente nei veicoli per tragitti brevi e medi, mentre quello liquefatto (bioLNG) trova impiego laddove è richiesto un ampio raggio d'azione, ad esempio nel trasporto pesante a lunga distanza. La scelta della forma dipende dalla densità della rete di rifornimento e dai costi di liquefazione. In entrambi i casi, è fondamentale una certificazione affidabile che attesti l'origine del carburante da biometano, e non da gas fossile.





