Energia dai rifiutiEvento

Riforma ETS concordata: monitoraggio delle emissioni dagli impianti di incenerimento dei rifiuti dal 2024, ETS2 dal 2027

Il 18 dicembre 2022 il Parlamento Europeo e il Consiglio dell'UE hanno raggiunto un accordo sulla riforma dell'ETS: riduzione delle emissioni del 62% entro il 2030, nuovo sistema per edifici e trasporti dal 2027 e monitoraggio delle emissioni dagli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani dal 2024.

Pubblicato Aggiornato 3 min di letturaRedazione FeedstockData

Altre versioni linguistiche: Polski, English, Deutsch, Español, Français, Nederlands.

Nowoczesna spalarnia odpadów Naka w Hiroszimie – minimalistyczna, jasna bryła hali procesowej na tle błękitnego nieba.
Foto Taisyo / Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0, file di origine; modifiche: ritaglio

Il Parlamento Europeo e il Consiglio dell'UE hanno raggiunto il 18 dicembre 2022 un accordo provvisorio sulla riforma del sistema di scambio delle quote di emissione dell'UE (ETS). L'obiettivo per i settori coperti dal sistema è stato innalzato al 62% di riduzione delle emissioni entro il 2030 rispetto al 2005. È stato concordato il progressivo phase-out delle quote gratuite entro il 2034, l'inclusione del trasporto marittimo nel sistema e la creazione di un nuovo sistema per edifici e trasporto stradale (ETS2) a partire dal 2027. Per il settore dei rifiuti, è rilevante che gli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani saranno soggetti all'obbligo di monitoraggio delle emissioni a partire dal 2024.

Cosa cambia

L'ETS è un sistema in cui le aziende acquistano quote di emissione di CO₂, il cui numero diminuisce nel tempo. La riforma inasprisce la riduzione del limite, riduce l'allocazione gratuita e introduce il CBAM come misura di protezione contro la rilocalizzazione delle emissioni. Il nuovo ETS2 riguarderà i combustibili utilizzati per il riscaldamento degli edifici e il trasporto stradale, con avvio previsto per il 2027 (con possibilità di rinvio se i prezzi dell'energia rimarranno eccezionalmente elevati). A ciò si affianca il Fondo sociale per il clima, che mira ad attenuare gli effetti sulle famiglie.

Per gli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani, l'accordo prevede il monitoraggio, la rendicontazione e la verifica delle emissioni a partire dal 2024. La Commissione dovrà valutare la possibilità di includerli nel sistema di scambio delle quote di emissione – la valutazione dovrà essere pronta entro la metà del 2026.

Significato per il settore in Polonia

In Polonia sono già in funzione alcuni grandi impianti di termovalorizzazione dei rifiuti urbani, mentre altri sono in costruzione o in fase di pianificazione. L'obbligo di monitoraggio delle emissioni, e potenzialmente in futuro anche il pagamento per le emissioni di CO₂ derivanti dalla frazione fossile dei rifiuti (principalmente materie plastiche), potrebbe aumentare i costi di gestione dei rifiuti e incentivare la raccolta differenziata e il riciclo.

Per la gestione dei rifiuti, ciò potrebbe significare un cambiamento verso una maggiore valorizzazione del riciclo e della digestione anaerobica dei rifiuti organici a scapito dell'incenerimento. Quando l'incenerimento diventa più costoso, risulta più conveniente raccogliere separatamente i rifiuti alimentari e verdi e destinarli agli impianti di biogas o ai compostaggi.

Allo stesso tempo, l'aumento dei prezzi delle quote e l'inclusione del riscaldamento degli edifici nell'ETS2 aumentano l'attrattività del calore da biogas e biometano.

Cosa cambia con il monitoraggio delle emissioni

L'obbligo di monitoraggio e rendicontazione delle emissioni consente di stimare quanta CO₂ proviene dalla frazione fossile dei rifiuti, principalmente materie plastiche, e quanta da quella biogenica, come carta e rifiuti alimentari. I risultati costituiranno la base per decidere un'eventuale inclusione degli impianti di incenerimento nel sistema di scambio delle quote di emissione. Per gli enti locali e gli operatori, è rilevante che i costi possano essere influenzati sia dal prezzo delle quote sia dalla composizione dei rifiuti destinati all'incenerimento.

Prossimi passi

L'accordo deve essere formalmente adottato dal Parlamento e dal Consiglio, cosa che dovrebbe avvenire nel 2023. In Polonia sarà fondamentale l'attuazione delle norme sul monitoraggio delle emissioni derivanti dalla termovalorizzazione dei rifiuti e la preparazione di meccanismi per mitigare gli effetti sulle famiglie e i comuni. Il settore dovrebbe monitorare i risultati della revisione della Commissione riguardante gli impianti di incenerimento.

Fonti

  1. Dyrektywa (UE) 2023/959 zmieniająca dyrektywę ETS — EUR-Lex (aktualizacja)
  2. Komisja Europejska — EU Emissions Trading System