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Tassonomia UE: dal 1º gennaio 2022 in vigore i criteri per il biogas e la fermentazione dei bio-rifiuti

Dal 1º gennaio 2022 si applica l’atto delegato alla tassonomia UE con criteri per il biogas, la fermentazione dei bio-rifiuti e le reti per gas rinnovabili. Banche e investitori valuteranno gli impianti di biogas secondo questi parametri.

Pubblicato Aggiornato 3 min di letturaRedazione FeedstockData

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Dłonie dwóch osób nad rysunkami technicznymi biogazowni na stole, pióro i kawa w ciepłym świetle.
Illustrazione: FeedstockData (IA, Google Gemini)

Dal 1º gennaio 2022, nell’Unione Europea si applica il regolamento delegato (UE) 2021/2139, che, nell’ambito della tassonomia degli investimenti sostenibili, definisce quando un’attività economica può essere considerata come apportatrice di un contributo sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Nell’elenco sono incluse attività vicine al settore del biogas: produzione di biogas, digestione anaerobica di bio-rifiuti e fanghi di depurazione, compostaggio, produzione di energia da bioenergia e reti di trasmissione e distribuzione per gas rinnovabili.

Cosa cambia

La tassonomia non è un divieto né un sussidio. Si tratta di un «linguaggio comune» che definisce cosa può essere considerato un’attività sostenibile dal punto di vista ambientale. Per ogni tipo di attività, l’atto delegato stabilisce due elementi: i criteri di contributo sostanziale (ad esempio, il livello richiesto di riduzione delle emissioni di gas serra) e il principio del «non arrecare danni significativi» (DNSH) rispetto agli altri obiettivi ambientali, come la protezione delle acque, dei suoli e della biodiversità o l’economia circolare.

Nel caso della bioenergia, i criteri fanno riferimento ai requisiti di sviluppo sostenibile e di risparmio delle emissioni noti dalla direttiva RED II. Per la produzione di biogas e biocarburanti, sono inoltre escluse le materie prime provenienti da colture destinate all’alimentazione umana e animale, il che favorisce gli impianti basati su rifiuti, residui e letame. Nella digestione anaerobica dei bio-rifiuti, sono rilevanti, tra l’altro, la raccolta selettiva della materia prima, l’utilizzo dei prodotti della digestione (ad esempio come fertilizzante) e la limitazione delle fughe di metano dagli impianti.

Ambito Esempi di attività nell’atto
Energia produzione di energia elettrica e calore da bioenergia, cogenerazione (CHP)
Trasporto / carburanti produzione di biogas e biocarburanti per il trasporto
Rifiuti digestione anaerobica di bio-rifiuti, digestione anaerobica di fanghi di depurazione, compostaggio
Reti reti per gas rinnovabili e a basse emissioni

Significato per il settore in Polonia

Gli impianti di biogas agricolo e di trattamento rifiuti polacchi non devono direttamente rendicontare la tassonomia, ma ne saranno influenzati indirettamente. Le grandi società quotate e le banche riportano la quota di attività che rientrano nella tassonomia; nel primo anno (fatturato del 2021), il regolamento sulle comunicazioni non finanziarie richiede alle imprese non finanziarie solo l’indicazione della cosiddetta «qualificabilità», solo successivamente la piena conformità. Le istituzioni finanziatrici inizieranno quindi a richiedere dati che finora non venivano raccolti: quota di materie prime di scarto, bilancio delle emissioni nel ciclo di vita o modalità di gestione del digestato.

Per i progetti basati su letame, liquame e rifiuti dell’industria agroalimentare, si tratta di una buona notizia: il soddisfacimento dei criteri è realistico. I progetti basati principalmente su insilato di mais potrebbero avere difficoltà a rispettarli.

Come interpretare i criteri nella pratica

Il principio del «non arrecare danni significativi» può risultare più impegnativo per l’investitore rispetto al criterio climatico stesso. In un impianto di biogas agricolo, ciò significa, tra l’altro, dimostrare che il digestato è gestito conformemente alla legge e non peggiora lo stato delle acque, che l’impianto è protetto da perdite e che le emissioni di metano dai serbatoi e dal sistema di digestione sono monitorate. Una buona pratica consiste nel raccogliere tali documenti già in fase di progetto: la banca o il fondo li valuteranno insieme al business plan.

Prospettive future

La Commissione Europea sta lavorando a ulteriori atti della tassonomia, inclusi i criteri per gli altri obiettivi ambientali (tra cui economia circolare e protezione delle acque). Gli investitori dovrebbero già ora documentare le fonti delle materie prime, il bilancio delle emissioni e la gestione del digestato, poiché questi dati diventeranno lo standard nella valutazione dei progetti.

Fonti

  1. Rozporządzenie delegowane Komisji (UE) 2021/2139 — EUR-Lex
  2. Rozporządzenie (UE) 2020/852 w sprawie ułatwień w zakresie zrównoważonych inwestycji — EUR-Lex

Domande e risposte

La tassonomia UE è obbligatoria per il proprietario di un impianto di biogas?

Non direttamente: si tratta di una classificazione utilizzata dalle grandi società e dalle istituzioni finanziarie nei rapporti di rendicontazione. Tuttavia, influisce indirettamente sulle modalità con cui la banca applicherà i criteri per il finanziamento di un impianto di biogas.

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