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Australia: riforma del Safeguard Mechanism approvata dal parlamento – i limiti base scendono del 4,9% annuo
Il 30 marzo 2023 il parlamento australiano ha approvato la riforma del Safeguard Mechanism: i limiti di emissione per i maggiori impianti industriali scenderanno di default del 4,9% annuo fino al 2029–30, con il nuovo sistema operativo dal 1º luglio 2023.
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Il Parlamento australiano ha adottato il 30 marzo 2023 (Senato, dopo la precedente votazione alla Camera dei Rappresentanti il 27 marzo) la riforma del Safeguard Mechanism – il sistema nazionale che limita le emissioni dei maggiori impianti industriali. La modifica introduce una riduzione predefinita dei limiti base di emissione del 4,9% annuo fino al 2029–30 e sarà in vigore dal 1º luglio 2023, rendendo il Safeguard uno dei principali strumenti per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Australia.
Come funziona il meccanismo
Il Safeguard Mechanism riguarda gli impianti che emettono più di 100.000 tonnellate di CO₂e all’anno – in pratica miniere, raffinerie, impianti di lavorazione del gas, industria metallurgica e chimica. Ogni impianto ha un limite assegnato (baseline). Dopo la riforma, i limiti vengono gradualmente ridotti. Un impianto che supera il limite deve coprire l’eccedenza con unità ACCU (Australian Carbon Credit Units) o con unità SMC. Un impianto che emette meno del limite può generare SMC e venderle.
Perché il 4,9%
Il percorso predefinito è parte della politica nazionale di riduzione delle emissioni industriali in vista dell’obiettivo al 2030. Per gli impianti esposti alla concorrenza internazionale (TEBA) è prevista la possibilità di richiedere un coefficiente di riduzione inferiore. Secondo il Clean Energy Regulator, il tasso minimo di riduzione per tali impianti è dell’1% annuo nell’industria manifatturiera e del 2% negli altri settori. Il governo prevede che le emissioni complessive degli impianti soggetti al meccanismo non supereranno i 100 milioni di tonnellate di CO₂e nel 2029–30.
Cosa cambia per il gas e il metano
La riforma ha un significato particolare per il settore del gas naturale e dell’estrazione mineraria, in cui le emissioni fuggitive (perdite di metano) e la combustione in fiaccola rappresentano una parte significativa dell’impronta di carbonio. Gli impianti possono coprire le eccedenze con unità ACCU (inclusi progetti di riduzione delle emissioni di metano), mentre, secondo MinterEllison, gli stessi impianti soggetti al meccanismo non potranno più generare ACCU – salvo disposizioni transitorie. Gli impianti possono anche accantonare unità SMC o prendere in prestito fino al 10% del limite base annuo.
Cosa significa per la Polonia e l’Europa
Il Safeguard Mechanism ricorda parte dei meccanismi dell’EU ETS, ma senza un unico tetto fisso di diritti per l’intera economia: prevede limiti «inaspriti» per ogni impianto singolarmente e la vendita delle eccedenze. Per il settore polacco del biogas, rappresenta un esempio di sistema in cui i crediti di carbonio possono avere un valore reale, poiché gli impianti regolamentati possono utilizzarli per compensare le eccedenze oltre il limite.





