Rifiuti ed economia circolareEvento
Corea del Sud: dal 1º gennaio 2026 divieto di smaltimento diretto dei rifiuti urbani nell'area metropolitana di Seul
Dall'inizio del 2026 a Seul, Incheon e nella provincia di Gyeonggi è vietato lo smaltimento diretto dei rifiuti urbani senza preventivo trattamento. Il secondo giorno, nella discarica di Sudokwon sono state conferite 66 t, circa il 3% della media giornaliera precedente.
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A partire dal 1º gennaio 2026, nell'area metropolitana di Seul – capitale, città di Incheon e provincia di Gyeonggi – è in vigore il divieto di smaltimento diretto dei rifiuti urbani. Secondo Korea Times, nella discarica di Sudokwon a Incheon è ora possibile conferire esclusivamente ceneri e residui derivanti da incenerimento o selezione, mentre le autorità locali della regione devono incenerire o riciclare i rifiuti prima che possano essere smaltiti in discarica. Si tratta della prima fase di un cambiamento: lo stesso divieto sarà esteso al resto della Corea del Sud nel 2030.
I primi giorni
Secondo la società statale Sudokwon Landfill Management Corp., il secondo giorno di applicazione del divieto sono state conferite in discarica 66 t di rifiuti urbani, pari a circa il 3% della media giornaliera dell'anno precedente (2.045 t). Korea Times riferisce che la temuta crisi dei rifiuti non si è verificata nelle prime settimane, ma i funzionari ammettono che, senza significativi investimenti in impianti di incenerimento e altre infrastrutture, potrebbe diventare fonte di tensioni politiche e conflitti regionali.
Seul: dove finiscono i rifiuti
Secondo Jung Mi-sun, direttrice della divisione circolarità delle risorse di Seul, nel 2025 le famiglie della città producevano circa 3.000 t di rifiuti al giorno. In media, su base annua, circa il 67% veniva incenerito negli impianti cittadini di termovalorizzazione nei distretti di Gangnam, Nowon, Mapo e Yangcheon; il resto veniva conferito fuori città – in parte a Sudokwon e in parte a impianti di incenerimento privati. Nelle prime settimane del 2026, la città ha incenerito circa l'83% dei rifiuti domestici nei propri impianti; il restante 17% ha dovuto essere inviato a impianti privati, poiché a Seul non esistono inceneritori privati. Dal 1º gennaio, solo circa lo 0,3% dei rifiuti domestici della città è stato conferito a impianti privati nella regione di Chungcheong, suscitando proteste da parte delle autorità locali, come il sindaco di Cheongju.
Carenza di capacità degli inceneritori
I quattro inceneritori di Seul hanno una capacità di circa 2.850 t al giorno, il che – come riporta Korea Times – lascia alla città un deficit di circa 1.000 t giornaliere rispetto alla capacità necessaria in condizioni di divieto (il giornale non spiega come tale carenza si relazioni alle circa 3.000 t di rifiuti domestici prodotti quotidianamente). La costruzione di un ulteriore inceneritore a Mapo è stata bloccata a causa dell'opposizione dei residenti e di una sentenza del tribunale amministrativo. Secondo il Ministero del Clima, dell'Energia e dell'Ambiente, nell'area metropolitana sono previsti 27 nuovi inceneritori pubblici, ma i lavori di costruzione sono iniziati solo in un caso, a Seongnam, nella provincia di Gyeonggi. Asia Economy aveva già descritto nel 2023 che il divieto a partire dal 2026 avrebbe inasprito i conflitti sulla localizzazione dei nuovi inceneritori: nell'agosto 2023, Seul aveva selezionato un terreno a Sangam-dong (Mapo) per un inceneritore con capacità di 1.000 t, suscitando l'opposizione dei residenti e l'annuncio di un ricorso amministrativo.
Collegamento con il biogas
Il divieto di smaltimento in discarica aumenta la domanda di inceneritori, ma tutte le frazioni destinate alla digestione anaerobica (rifiuti alimentari) riducono la massa di rifiuti da incenerire. Per la Polonia, questo è un esempio di come un divieto di smaltimento senza lo sviluppo parallelo di impianti (inceneritori, impianti di biogas, compostaggio) possa spostare il problema anziché risolverlo; Korea Times osserva che l'invio temporaneo dei rifiuti ad altre regioni cesserà di essere una soluzione quando il divieto sarà esteso a tutto il Paese nel 2030.





