BioLNG e bioCNGEvento
FuelEU Maritime in vigore dal 1º gennaio 2025: cosa significa per il bioLNG nella navigazione?
Dal 1º gennaio 2025, le navi con stazza lorda superiore a 5 000 GT che approdano nei porti UE devono ridurre gradualmente l'intensità delle emissioni di GHG dell'energia utilizzata a bordo. Il bioLNG è uno dei combustibili che aiutano a soddisfare questo requisito.
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Dal 1º gennaio 2025 si applica il regolamento (UE) 2023/1805, noto come FuelEU Maritime. Esso riguarda le navi con stazza lorda superiore a 5 000 GT che approdano nei porti UE e richiede una graduale riduzione dell'intensità delle emissioni di gas serra dell'energia consumata a bordo. Per il settore del biometano, si tratta di uno degli impulsi di domanda più significativi a livello europeo nel trasporto marittimo, poiché il biometano liquefatto (bioLNG) può essere un combustibile conforme alle normative per le navi alimentate a LNG.
Cosa richiede il regolamento
Non impone un combustibile specifico, ma un limite di intensità delle emissioni calcolato in grammi di CO₂ equivalente per megajoule di energia, secondo l'approccio "well-to-wake". Le riduzioni richieste rispetto al livello di riferimento del 2020 sono: 2% dal 2025, 6% dal 2030, 14,5% dal 2035 e 80% entro il 2050. L'armatore che supera il limite paga una sanzione; chi, invece, ha un'intensità delle emissioni inferiore al limite (eccedenza di conformità) può trasferire tale eccedenza ai periodi successivi o cederla ad altri nell'ambito di pool comuni.
Per le navi alimentate a LNG, il metodo di calcolo è cruciale: il semplice LNG non è sufficiente per soddisfare i requisiti a lungo termine, ma miscelarlo con bioLNG a bassa intensità di emissioni consente di ridurre rapidamente l'indicatore senza sostituire i motori.
Il ruolo del bioLNG
Il bioLNG si ottiene attraverso l'upgrading (purificazione del biogas) a biometano e la sua successiva liquefazione criogenica. Per considerare il combustibile conforme, deve possedere una certificazione di sostenibilità e una riduzione delle emissioni in linea con la direttiva RED, il che richiede la registrazione nei sistemi di tracciabilità (nell'UE, in futuro, nella Union Database). Per questo motivo, i fornitori portuali, come gli operatori dei terminali, ottengono certificazioni ISCC EU e sviluppano catene di rendicontazione per il biometano "virtuale" immesso in rete e prelevato come gas liquefatto nei porti.
Importanza per il settore in Polonia
In Polonia, la liquefazione del biometano non è ancora diffusa – le prime installazioni con modulo bioLNG stanno appena sorgendo (ad esempio, nei progetti di Orlen a Głąbów), e il mercato marittimo è servito principalmente da esportatori. Tuttavia, il regolamento assume rilevanza per diversi motivi: crea un segnale di formazione dei prezzi che influisce sui costi delle garanzie di origine e dei certificati per il biometano in tutta l'UE; aumenta la domanda competitiva rispetto al trasporto su strada; apre una via all'esportazione del biometano polacco attraverso i terminali dei paesi vicini. Per i porti del Baltico, è importante dotarsi di infrastrutture per il bunkeraggio di LNG e bioLNG.
Prospettive future
Nei primi mesi di applicazione del regolamento, gli armatori raccoglieranno dati e stipuleranno contratti per la fornitura di combustibili a minore intensità di emissioni. Sarà utile monitorare la creazione di pool comuni di conformità e la velocità con cui i porti realizzeranno infrastrutture per il bunkeraggio di bioLNG. Fondamentale sarà la disponibilità di biometano certificato per il trasporto marittimo e l'esito del dibattito sui quadri globali dell'IMO, che potrebbero integrare o modificare le normative europee.




