Rifiuti ed economia circolareApprofondimento
Impianti comunali, ex RIPOK e WPGO: come si pianifica la gestione dei rifiuti
Il concetto di RIPOK è stato sostituito dagli «impianti comunali», mentre il ruolo di pianificazione è svolto dai piani regionali di gestione dei rifiuti con il piano di investimenti allegato. Spieghiamo le regole e il ruolo dei rifiuti organici.
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Gli ex RIPOK, ovvero le installazioni regionali per il trattamento dei rifiuti urbani, sono scomparse dalla legge sui rifiuti nel 2019. Sono state sostituite dagli impianti comunali, iscritti in un elenco gestito dal maresciallo della regione, mentre la pianificazione spetta ai piani regionali di gestione dei rifiuti (WPGO) con il relativo piano di investimenti allegato. Dall’inclusione di un investimento nel piano dipende, tra l’altro, l’accesso ai fondi UE e ai fondi per la protezione ambientale.
Origine del RIPOK e motivo della sua scomparsa
Nella legge del 14 dicembre 2012 sui rifiuti, le installazioni regionali per il trattamento dei rifiuti urbani (RIPOK) derivavano dalle delibere relative ai piani regionali; la legge transitoria riconosceva quelle indicate nelle delibere precedenti (art. 230). Nel 2019 il legislatore, con una modifica delle leggi sulla pulizia e sui rifiuti (Dz.U. 2019 poz. 1579), ha abrogato, tra gli altri, gli articoli 38 e 38a e ha sostituito il sistema RIPOK con il concetto di impianto comunale e l’elenco del maresciallo. Nel 2022 l’uso del termine «RIPOK» è quindi storico, anche se nella pratica amministrativa il termine viene ancora occasionalmente utilizzato.
Cosa si intende oggi per impianto comunale
Secondo l’art. 35 comma 6 della legge sui rifiuti, un impianto comunale è un’installazione per il trattamento dei rifiuti urbani non differenziati (misti) o dei residui del loro trattamento, iscritta nell’elenco di cui all’art. 38b comma 1 punto 1 e che soddisfa i requisiti della migliore tecnologia disponibile (BAT) o della tecnologia appropriata. Essa garantisce:
- il trattamento meccanico-biologico dei rifiuti urbani misti e la separazione delle frazioni per il recupero, oppure
- lo stoccaggio dei rifiuti provenienti dal trattamento meccanico-biologico (MBP) e dei residui della cernita.
Il soggetto che raccoglie i rifiuti urbani dai proprietari degli immobili conferisce i rifiuti misti a tale impianto (art. 29a). Il maresciallo gestisce nel BIP l’elenco degli impianti comunali in funzione e di quelli pianificati per la costruzione, l’ampliamento o la modernizzazione; l’iscrizione avviene su richiesta del gestore, mentre il maresciallo rifiuta l’iscrizione o cancella l’impianto se questo cessa di soddisfare i requisiti.
Piano regionale di gestione dei rifiuti
I piani di gestione dei rifiuti comprendono un’analisi dello stato (tipologie e quantità di rifiuti, sistemi di raccolta, impianti, loro capacità di trattamento), una valutazione dei problemi (tra cui la necessità di chiudere impianti e costruire infrastrutture in conformità al principio di prossimità) e una valutazione degli investimenti e delle fonti di finanziamento. Il WPGO contiene inoltre:
- l’indicazione degli impianti comunali nel territorio regionale;
- il piano di chiusura degli impianti che non soddisfano i requisiti di protezione ambientale;
- il piano di investimenti allegato.
Il piano è approvato dal consiglio regionale sulla base di un progetto predisposto dalla giunta; il progetto è sottoposto al parere dei comuni, delle associazioni intercomunali e degli organi idrici, mentre il progetto del piano di investimenti è concordato con il ministro competente per il clima. I piani sono soggetti ad aggiornamento e dalla loro attuazione si redigono relazioni per periodi triennali. Il WPGO deve essere conforme al piano nazionale di gestione dei rifiuti approvato dal Consiglio dei Ministri — a giugno 2022 era in vigore il KPGO 2022.
Piano di investimenti e finanziamento
Il piano di investimenti descrive le infrastrutture necessarie per i rifiuti urbani, comprese le capacità di trattamento, indica gli investimenti pianificati, la stima dei costi e delle fonti di finanziamento nonché il cronoprogramma. La condizione per il finanziamento della costruzione, dell’ampliamento o della modernizzazione di impianti destinati al trattamento dei rifiuti urbani con fondi UE o fondi per la protezione ambientale è la loro inclusione nel piano di investimenti; il requisito non si applica agli impianti di riciclaggio.
Il ruolo dei rifiuti organici in questo contesto
Gli impianti per il trattamento dei rifiuti organici raccolti in modo differenziato (impianti di compostaggio, impianti di biogas) non sono «impianti comunali» ai sensi dell’art. 35 comma 6, poiché tale disposizione riguarda i rifiuti misti e i residui. Tuttavia:
- il piano analizza le capacità degli impianti che trattano diversi flussi di rifiuti e la valutazione degli investimenti comprende anche le infrastrutture di raccolta;
- un investimento nel trattamento dei rifiuti organici che intende avvalersi di finanziamenti UE o fondi deve essere conforme al piano di investimenti;
- i comuni sono responsabili dell’organizzazione della raccolta differenziata e il regolamento sul metodo di raccolta differenziata delle frazioni selezionate di rifiuti impone la separazione dei rifiuti organici.
Per l’investitore, questo è un suggerimento pratico: prima di avviare un progetto, verifichi il WPGO e il piano di investimenti nella propria regione, nonché l’elenco degli impianti del maresciallo.
Competenze degli attori coinvolti
| Soggetto | Compito |
|---|---|
| Consiglio dei Ministri | approva il piano nazionale di gestione dei rifiuti |
| Consiglio regionale | approva il piano regionale di gestione dei rifiuti (il progetto è predisposto dalla giunta) |
| Maresciallo della regione | gestisce l’elenco degli impianti comunali, decide l’iscrizione e la cancellazione |
| Ministro per il clima | esprime il parere sul progetto di WPGO e concorda il piano di investimenti |
| Comuni | organizzano il sistema di gestione dei rifiuti urbani, inclusa la raccolta differenziata |
| Gestore dell’impianto | richiede l’iscrizione nell’elenco, mantiene i requisiti BAT e le autorizzazioni |
Principio di prossimità e localizzazione
La legge sui rifiuti richiede che i rifiuti siano trattati il più vicino possibile al luogo di produzione, il che, nella valutazione delle esigenze infrastrutturali, si traduce nella giustificazione della costruzione o della chiusura di impianti nella regione. Per l’investitore, ciò significa che l’argomento «mancanza di capacità di trattamento per i rifiuti organici nel sub-regione» è credibile quando è confermato dall’analisi nel WPGO e non solo da stime proprie.
Come leggere il WPGO quando si pianifica un impianto per rifiuti organici
- Trovi nel piano il bilancio dei rifiuti organici prodotti e trattati nella regione, preferibilmente suddiviso per sub-regioni.
- Verifichi se nel piano di investimenti sono inclusi impianti per i rifiuti organici — questo indica una domanda che l’amministrazione locale ha ritenuto giustificata.
- Presti attenzione alle capacità degli impianti di compostaggio e di biogas esistenti e alla chiusura degli impianti che non soddisfano i requisiti, poiché questo rappresenta un mercato per nuove capacità.
- Confronti il piano con l’elenco degli impianti comunali del maresciallo (per i rifiuti misti) e con i dati sul flusso raccolto in modo differenziato.
Cosa fare per prima cosa
- Scarichi il WPGO aggiornato e l’allegato di investimenti dal BIP dell’ufficio del maresciallo.
- Verifichi quali capacità di trattamento e lacune sono indicate per i rifiuti organici.
- Convalidi con l’ufficio se l’investimento può essere incluso nel piano.
- Tenga presente il principio di prossimità nella scelta della localizzazione.
Il testo ha carattere informativo e non costituisce consulenza legale; prima di prendere una decisione di investimento o formale, verifichi il testo aggiornato delle normative e si consulti con un avvocato o con l’autorità competente.
Fonti
- Ustawa z dnia 14 grudnia 2012 r. o odpadach — art. 35–38b (ISAP/ELI)
- Ustawa z dnia 19 lipca 2019 r. o zmianie ustawy o utrzymaniu czystości i porządku w gminach oraz niektórych innych ustaw (Dz.U. 2019 poz. 1579)
- Uchwała nr 96 Rady Ministrów z 12 czerwca 2023 r. w sprawie Krajowego planu gospodarki odpadami 2028 (M.P. 2023 poz. 702) (aktualizacja)





