Energia dai rifiutiAnalisi

Impianti di incenerimento dei rifiuti e tassonomia UE: il principio DNSH e il finanziamento pubblico degli ITPOK

L’impianto di incenerimento dei rifiuti non è un’attività sostenuta dalla tassonomia UE, mentre il principio DNSH e le esclusioni nei fondi di coesione limitano il finanziamento pubblico per nuove capacità. Cosa significa questo per l’investitore?

Pubblicato Aggiornato 5 min di letturaRedazione FeedstockData

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Abstrakcyjny kadr stacji pomiarowo-redukcyjnej gazu: żółte rurociągi, kołnierze i manometry w perspektywie, z płytką głębią ostrości.
Illustrazione: FeedstockData (IA, Google Gemini)

Un impianto di incenerimento dei rifiuti urbani non è considerato dalla tassonomia UE un’attività che apporta un contributo sostanziale agli obiettivi ambientali, e le norme sul finanziamento con fondi UE per il periodo 2021-2027 limitano il sostegno alle nuove capacità di trattamento dei rifiuti residui. Non si tratta di un divieto di costruzione degli ITPOK, ma di un cambiamento nel sistema degli incentivi: tali impianti devono basarsi più frequentemente su fondi nazionali e crediti commerciali, e i loro progettisti devono dimostrare la conformità con la gerarchia di gestione dei rifiuti.

Cosa dice la tassonomia

Il Regolamento 2020/852 stabilisce quando un’attività economica può essere considerata sostenibile dal punto di vista ambientale: deve apportare un contributo sostanziale a uno degli obiettivi (tra cui la mitigazione dei cambiamenti climatici, l’economia circolare), non arrecare danni significativi agli altri obiettivi (DNSH), soddisfare le garanzie sociali minime e rispettare i criteri tecnici degli atti delegati. Per l’obiettivo dell’economia circolare, l’articolo 17 stabilisce, tra l’altro, che un’attività arreca un danno significativo se comporta un aumento rilevante della produzione, dell’incenerimento o dello smaltimento dei rifiuti, ad eccezione dell’incenerimento di rifiuti pericolosi non riciclabili.

Negli atti delegati della tassonomia (tra cui il Regolamento delegato 2021/2139 relativo agli obiettivi climatici), tra le attività qualificate nel settore dei rifiuti figurano: la raccolta e il trasporto di rifiuti raccolti in modo differenziato non pericolosi, la digestione anaerobica dei rifiuti organici, il compostaggio, il recupero di materiali da rifiuti non pericolosi e la captazione e l’utilizzo del biogas da discarica. L’incenerimento dei rifiuti urbani misti non è presente come attività qualificata separata. Per gli investitori, ciò significa l’impossibilità di dimostrare che un progetto è "verde" secondo la tassonomia, il che ha rilevanza per alcuni fondi, banche e obbligazioni tematiche.

DNSH nei fondi UE

Il principio DNSH è una condizione orizzontale per i fondi dei programmi UE, incluso lo Strumento per la Ripresa e la Resilienza, le cui linee guida tecniche (comunicazione della Commissione 2021/C 58/01) fanno riferimento alla valutazione dell’articolo 17 della tassonomia. Nel settore dell’economia circolare, ciò significa che un progetto non può comportare un aumento significativo dell’incenerimento dei rifiuti. Le linee guida non forniscono una risposta univoca per ogni caso: la valutazione dipende dalla scala del progetto, dal tipo di rifiuti e dall’impatto sugli obiettivi di riciclo.

Nella politica di coesione, il riferimento è il Regolamento 2021/1058. Secondo l’articolo 7, paragrafo 1, lettera g, il FESR e il Fondo di Coesione non sostengono gli investimenti che aumentano le capacità degli impianti di trattamento dei rifiuti residui, ad eccezione delle regioni ultraperiferiche in casi giustificati e degli investimenti in tecnologie di recupero di materiali dai rifiuti residui per l’economia circolare. Parallelamente, la lettera f esclude gli investimenti nello smaltimento in discarica, con eccezioni relative alla bonifica o messa in sicurezza delle discariche esistenti senza aumentarne la capacità.

Come è stato finanziato finora gli ITPOK

Nelle precedenti programmazioni, il sostegno UE per il trattamento termico dei rifiuti era disponibile e molte installazioni polacche sono state costruite con il suo contributo. L’esempio del Port Czystej Energii a Danzica (dati sui costi e sul finanziamento dopo l’apertura dell’impianto) è descritto nell’aggiornamento. Si tratta di un modello in cui il contributo UE e un prestito o un contributo nazionale coprono la maggior parte degli investimenti.

Nella prospettiva 2021-2027 questo modello non è più automatico. Per le nuove capacità rimangono principalmente:

  1. Fondi nazionali (NFOŚiGW, programmi ministeriali) — con la riserva che i programmi nazionali devono rispettare le norme sugli aiuti di Stato.
  2. Crediti commerciali e investimenti degli enti locali — spesso nella formula di società comunali o partenariati pubblico-privati.
  3. Ricavi dalle tariffe di conferimento — che ripagano l’investimento nel tempo.
  4. Strumenti finanziari di banche e istituzioni internazionali — a condizione che le loro politiche creditizie non escludano tali progetti.

Cosa ne consegue per i progetti

  • Giustificazione del fabbisogno. L’investitore dovrebbe dimostrare che la capacità dell’inceneritore corrisponde al flusso di rifiuti residui dopo la raccolta differenziata e il riciclo, e non compete con il riciclo. Nei piani di gestione dei rifiuti si indica quanti rifiuti dovranno essere gestiti per raggiungere gli obiettivi 2030-2035, incluso il limite di smaltimento in discarica fino al 10% dei rifiuti urbani prodotti entro il 2035.
  • Flessibilità della capacità. Un impianto troppo grande rischia di essere sottoutilizzato se aumenta il riciclo; è opportuno considerare moduli.
  • Efficienza energetica. Un alto indice R1 e il recupero del calore migliorano l’argomentazione ambientale.
  • Costi ETS. La prospettiva di includere gli inceneritori nel sistema di scambio delle quote di emissione influisce sul modello finanziario.
  • Coerenza dei documenti. Le domande di finanziamento devono dimostrare la conformità con il DNSH nella valutazione della documentazione, e le decisioni delle istituzioni finanziatrici possono variare.

Controversia sull’interpretazione

Il settore dei rifiuti sostiene che la tassonomia non distingue tra incenerimento con recupero energetico e smaltimento e che l’incenerimento dei rifiuti non recuperabili come materiali è preferibile allo smaltimento in discarica. Le organizzazioni ambientaliste sottolineano che, con un’elevata capacità degli inceneritori, mancano incentivi per la prevenzione dei rifiuti e il riciclo. Entrambe le parti concordano sull’importanza della gerarchia di gestione dei rifiuti; differiscono nella valutazione della scala delle capacità necessarie.

Cosa fare per prima cosa

  1. Stabilisca quale fonte di finanziamento è realistica per la Sua località e verifichi il regolamento del bando per eventuali esclusioni.
  2. Predisponga un bilancio dei rifiuti e la prova che la capacità pianificata riguarda esclusivamente la frazione residua.
  3. Pianifichi la valutazione DNSH insieme all’analisi delle alternative (riciclo, digestione anaerobica, discarica).
  4. Elabori un modello finanziario con una variante dei costi ETS.
  5. Consulti l’istituzione finanziatrice prima di progettare l’impianto.

Il testo ha carattere informativo e non costituisce consulenza legale; prima di prendere una decisione di investimento o formale, verifichi l’attuale formulazione delle normative e si consulti con un avvocato o l’autorità competente.

Fonti

  1. Rozporządzenie (UE) 2020/852 w sprawie ustanowienia ram ułatwiających zrównoważone inwestycje (taksonomia) — EUR-Lex
  2. Rozporządzenie (UE) 2021/1058 w sprawie EFRR i Funduszu Spójności — EUR-Lex
  3. Port Czystej Energii w Gdańsku oficjalnie otwarty — gov.pl (aktualizacja)

Domande e risposte

Cosa significa l'acronimo DNSH?

«Do No Significant Harm» — principio del «non arrecare danno significativo». Un investimento finanziato con fondi UE deve perseguire l'obiettivo principale senza causare un danno rilevante agli altri obiettivi ambientali, inclusa l'economia circolare.

Questa domanda nelle FAQ

La tassonomia UE vieta la costruzione di impianti di incenerimento?

No. La tassonomia non è un divieto, ma un sistema di classificazione che determina se un'attività può essere considerata sostenibile dal punto di vista ambientale. Un impianto di incenerimento può essere costruito, ma non potrà beneficiare delle agevolazioni previste per le attività qualificate.

Questa domanda nelle FAQ