Diritto e normativaEvento
Il Presidente boccia la novella con le aste per il biometano. Quali prospettive per il settore?
Il 21 agosto 2025 il Presidente Karol Nawrocki ha posto il veto sulla novella della legge sulle FER, che includeva aste per il biometano e la riduzione della distanza minima delle turbine eoliche dagli edifici (da 700 a 500 m).
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Il Presidente Karol Nawrocki ha posto il veto il 21 agosto 2025 sulla novella della legge sulle fonti di energia rinnovabile, che univa due temi: il sistema di aste per gli impianti di biometano e la riduzione della distanza minima delle turbine eoliche dagli edifici da 700 a 500 m. Secondo la motivazione, il motivo del veto è stata la modifica delle distanze per le turbine eoliche, e non le disposizioni sul biogas. Per il settore del biometano, tuttavia, la conseguenza è immediata: le aste, i gasdotti diretti e altre agevolazioni, su cui si lavorava dal 2024, sono decadute insieme all’intera legge.
Cosa conteneva la legge bocciata
La novella, oltre alle normative sulle turbine eoliche, includeva il sostegno agli impianti di biometano sotto forma di aste. Secondo le ipotesi descritte già all’inizio del 2025, le aste avrebbero riguardato impianti con potenza superiore a 1 MW (il premio FIP copre solo impianti fino a 1 MW), suddivisi in segmenti di potenza, con contratti per differenza della durata fino a 20 anni, e il loro organizzatore sarebbe stato il Presidente dell’URE. Inoltre, gli emendamenti governativi di aprile avevano esteso le disposizioni sui gasdotti diretti al biometano, consentendo la fornitura di gas direttamente all’utente finale, senza allacciamento alla rete.
Il settore considerava questo l’elemento mancante più importante del mercato. Nelle condizioni polacche, dove le code per l’allacciamento e la mancanza di capacità nella rete elettrica bloccano molti impianti di biogas, il biometano immesso nella rete del gas o fornito tramite gasdotto diretto rappresenta per gli investitori una direzione di sviluppo naturale.
Stato del mercato al momento del veto
All’inizio del 2025, in Polonia erano operativi circa 430 impianti di biogas con una potenza complessiva di circa 310 MW, mentre il biometano non veniva ancora immesso nella rete su scala industriale. La Polska Organizacja Biometanu stima il potenziale teorico del Paese in fino a 16 miliardi di m³ di biometano all’anno, di cui circa 9 miliardi di m³ realisticamente sfruttabili. I primi impianti destinati all’immissione in rete erano in costruzione, e gli investitori attendevano da mesi le normative sul sostegno ai grandi progetti. Molti di essi avevano già sostenuto spese per procedure amministrative, condizioni di allacciamento e acquisto di terreni.
Significato per il settore in Polonia
Il veto ricorda il rischio legislativo derivante dall’unione di temi non correlati in un’unica legge. In pratica, ritarda l’avvio delle aste di almeno alcuni mesi, probabilmente di più, poiché sarà necessario approvare nuovamente le disposizioni, molto probabilmente in una legge separata. Al contempo, dimostra che il biometano gode di un ampio sostegno politico – le critiche hanno riguardato le turbine eoliche, non il biogas. Per gli investitori, la lezione è la seguente: i cronoprogrammi dei progetti dovrebbero tenere conto del rischio di cambiamenti normativi, e i contratti con fornitori e clienti dovrebbero includere clausole di proroga dei termini.
Prossimi passi
Nelle prossime settimane si vedrà se il governo e il parlamento opteranno per un percorso rapido con un progetto parlamentare riguardante esclusivamente il biometano, o se prepareranno una nuova proposta governativa. Il settore si adopererà affinché il tema del biometano venga separato dalle disposizioni controverse, e che vengano accolte anche altre sue richieste: un prezzo di riferimento più alto, decisioni ambientali semplificate per piccoli impianti presso aziende agricole e una riserva di capacità di allacciamento per il biogas.




