Mercato e investimentiAnalisi
Tanzania: cosa è accaduto al mercato dei biodigestori dopo la conclusione degli incentivi nel programma TDBP
Il programma TDBP ha realizzato 12.000 biodigestori, ma il resoconto di uno dei maestri costruttori mostra un brusco calo degli ordini dopo la fine degli incentivi alla fine del 2014. Conclusioni per la progettazione di meccanismi di sostegno.
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Il Tanzania Domestic Biogas Programme (TDBP) è un esempio di programma che ha rapidamente costruito una base di diverse migliaia di biodigestori domestici, per poi confrontarsi con la domanda su cosa accada al mercato dopo la scadenza degli incentivi. Le testimonianze disponibili sono in parte aneddotiche, ma illustrano un problema ricorrente in quasi tutti i programmi di finanziamento per le energie rinnovabili.
Programma e risultati
Secondo SNV, il programma TDBP ha iniziato le attività nel 2009 come parte dell’Africa Biogas Partnership Programme; Bioenergy News ha riportato la sua inaugurazione ufficiale il 26 marzo 2011 (l’attività è iniziata nel 2009) con un budget di 16 milioni di EUR per 12.000 impianti. Il comunicato di SNV del 22 febbraio 2016 riferiva dell’installazione di 12.000 biodigestori, utilizzati da oltre 70.000 persone, corrispondendo così all’obiettivo prefissato. Il programma ha avuto una continuazione: era prevista la costruzione di ulteriori 10.000 impianti nel periodo 2016-2017, con l’Agenzia per l’Energia Rurale (REA), sostenuta dall’ambasciata norvegese, che destinava circa 1,6 milioni di USD, principalmente sotto forma di sconti d’investimento per le aziende agricole, erogati dalle imprese costruttrici degli impianti di biogas. ABPP contribuiva in quel periodo con oltre 3 milioni di USD. Secondo SNV, nell’ambito del TDBP sono state create oltre 60 imprese edili.
Cosa è successo dopo la fine degli incentivi
SNV ha pubblicato nell’agosto 2017 il resoconto di uno dei maestri costruttori (muratori formati nel programma). Da esso emerge che il numero di clienti è diminuito dopo che il TDBP ha cessato di erogare incentivi per la costruzione alla fine del 2014: da 165 impianti nel 2013 e 201 nel 2014 a 20 nel 2015 e solo 6 nel 2016. Si tratta di dati relativi a un singolo esecutore, non all’intero programma, quindi non è possibile generalizzarli all’intero mercato. Tuttavia, illustrano un meccanismo: quando il prezzo dell’impianto per l’azienda agricola aumenta dell’importo dell’incentivo, una parte dei potenziali clienti rinuncia.
Perché accade
- Costo iniziale elevato rispetto al reddito dell’azienda agricola; il biodigestore consente risparmi sui costi di combustibile solo negli anni successivi.
- Mancanza di credito per le aziende agricole rurali per l’acquisto dell’impianto.
- Incertezza sul funzionamento: i potenziali clienti vedono vicini con impianti non funzionanti (cfr. Ruanda: biogas nelle carceri e nelle scuole).
- Scomparsa di marketing e formazione, finanziati dal programma e non completamente assorbiti dal mercato.
Conclusioni per i progettisti di meccanismi di sostegno
- L’incentivo dovrebbe essere decrescente, e non scomparire bruscamente, per consentire al mercato di adattarsi.
- Finanziamento creditizio, ad esempio tramite microfinanza, integra l’incentivo e costruisce una domanda duratura.
- Servizio post-vendita e garanzie aumentano la fiducia dei potenziali clienti.
- Ricavi da prodotti aggiuntivi (fertilizzante da digestato, crediti di carbonio) possono sostituire in parte l’incentivo. Maggiori dettagli sul programma regionale: ABPP in Kenya e nella regione].
L’analogia con la Polonia è chiara: i programmi di sovvenzioni per gli impianti di biogas agricolo (ad es. da NFOŚiGW) avviano gli investimenti, ma la loro sostenibilità dipende dal fatto che l’economia funzioni anche dopo la conclusione dei bandi.
Meccanica del mercato degli incentivi
Un’azienda agricola che valuta l’acquisto di un biodigestore confronta due costi: quello dell’investimento iniziale e le spese sostenute fino a quel momento per la legna da ardere o il carbone vegetale. Un digestore costa l’equivalente di molti mesi di reddito di una piccola azienda agricola, mentre i risparmi si manifestano gradualmente. L’incentivo riduce il periodo di recupero, mentre la sua eliminazione lo allunga, il che per molte famiglie significa rinunciare. Inoltre, il cliente deve disporre di un flusso costante di letame, il che limita il numero di potenziali acquirenti.
Cosa potrebbe aiutare
Le esperienze dei programmi domestici in Africa indicano alcune soluzioni: riduzione graduale dell’incentivo, combinazione con microcredito, finanziamento tramite il mercato del carbonio e certificazione dei muratori, che riduce il rischio di installazioni non riuscite. Nessuna di queste soluzioni funziona da sola. Fondamentale è anche la fiducia: se in un villaggio alcuni impianti non funzionano, non arriveranno nuovi ordini, indipendentemente dal prezzo.
Nota sui dati
I numeri citati (165, 201, 20 e 6 impianti) provengono dal resoconto di un singolo esecutore e non rappresentano l’intero Paese. Devono essere considerati come un’illustrazione del fenomeno, non come statistica di mercato.
Cosa mostrano i dati del programma
Il comunicato di SNV del 2016 parla del raggiungimento dell’obiettivo di 12.000 impianti, dimostrando che con il sostegno il mercato può essere costruito rapidamente. L’annuncio di ulteriori 10.000 impianti nel periodo 2016-2017 mostra che il governo e i partner hanno ritenuto il modello degno di continuazione. Una revisione scientifica di ABPP (Clemens et al., 2018) osserva inoltre che in Tanzania l’incentivo d’investimento è stato ripristinato nel 2015, quindi il calo degli ordini presso un singolo esecutore non descrive l’intero periodo successivo al 2014. Per una valutazione completa mancano dati nazionali pubblicamente disponibili e completi sulle vendite dopo la conclusione del sostegno.
Sintesi
Il programma TDBP rappresenta quindi un esempio di successo nella costruzione di una base di impianti e un monito contro cambiamenti troppo repentini delle condizioni di sostegno. Nella progettazione degli incentivi, anche in Europa, è opportuno prevedere un periodo di transizione e monitorare non solo il numero delle prime installazioni, ma anche l’interesse dei successivi clienti dopo la scadenza del bonus.
Fonti
- 10,000 biogas plants to be installed in Tanzania with support from the Government & Norwegian Embassy — SNV
- A young man's journey to becoming a successful biogas master mason — SNV
- TDBP launched in Tanzania — Bioenergy News (2011)
- Clemens et al., Africa Biogas Partnership Program: A Review of Clean Cooking Implementation through Market Development in East Africa — Energy for Sustainable Development (2018)
Domande e risposte
Sono necessari gli incentivi per i biodigestori?
Gli incentivi contribuiscono all’avvio del mercato, ma i dati provenienti dalla Tanzania mostrano che, una volta terminati, le vendite possono subire un brusco calo in assenza di credito agevolato e di assistenza post-vendita.





