Rifiuti ed economia circolareEvento
La Commissione propone nuove norme sullo spostamento dei rifiuti: divieto di esportazione dei rifiuti plastici al di fuori dell'OCSE
La proposta COM(2021) 709 del 17 novembre 2021 modifica il regolamento sullo spostamento dei rifiuti: vieta l'esportazione di rifiuti plastici verso Paesi non OCSE, inasprisce i controlli e introduce procedure digitali.
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La Commissione Europea ha presentato il 17 novembre 2021 una proposta di modifica del regolamento sullo spostamento dei rifiuti (COM(2021) 709). L'obiettivo principale è il divieto di esportazione dei rifiuti plastici verso Paesi al di fuori dell'OCSE e l'inasprimento delle condizioni per l'esportazione di altri rifiuti. La proposta realizza quanto annunciato nel piano d'azione per l'economia circolare di marzo 2020.
Cosa propone la Commissione
Tra le principali soluzioni figurano:
- divieto di esportazione dei rifiuti plastici verso Paesi al di fuori dell'OCSE;
- condizioni più rigorose per l'esportazione dei rifiuti verso i Paesi OCSE, compreso l'obbligo di dimostrare che i rifiuti siano trattati in modo ecocompatibile;
- procedure digitali – sostituzione dei documenti cartacei con un sistema elettronico unificato;
- misure contro gli spostamenti illegali, tra cui il potenziamento dei controlli e della cooperazione tra Stati;
- agevolazioni per lo spostamento dei rifiuti all'interno dell'UE, se destinati al riciclo.
Le precedenti normative sullo spostamento dei rifiuti risalivano al 2006 e, dopo il divieto della Cina di accettare rifiuti plastici nel 2018, molti Paesi hanno risentito degli effetti dell'aumento di spostamenti illegali e non controllati.
Significato per il mercato polacco dei rifiuti
La Polonia è stata tra i Paesi in cui, negli ultimi anni, sono emerse discariche illegali di rifiuti importati, aumentando l'interesse per le norme di controllo dei flussi. L'inasprimento delle regole avrebbe facilitato la repressione di tali pratiche. Per le imprese di riciclo ed energetiche sono rilevanti le nuove disposizioni sullo spostamento dei rifiuti destinati al recupero, compresi i combustibili alternativi come l'RDF.
Per il settore dei biorifiuti, le norme hanno un impatto indiretto: le materie prime organiche di solito circolano su distanze più brevi, ma i flussi transfrontalieri, ad esempio di rifiuti dell'industria alimentare, sono anch'essi soggetti al regime.
Prossimi passi
La proposta richiedeva l'approvazione del Parlamento Europeo e del Consiglio. Gli stakeholder interessati hanno evidenziato l'impatto delle nuove norme sui costi del riciclo e sull'accesso alle materie prime secondarie, mentre le organizzazioni ambientaliste hanno valutato se il divieto di esportazione fosse sufficiente a limitare il fenomeno dell'esportazione di problemi ambientali al di fuori dell'UE.
Perché le norme necessitavano di una revisione
Il regolamento del 2006 è stato redatto in un contesto di mercato diverso. Da allora, i flussi di rifiuti sono cambiati, l'importanza del riciclo è aumentata e, dopo la restrizione delle importazioni da parte della Cina, i rifiuti europei hanno iniziato a essere inviati verso altri Paesi al di fuori dell'Unione, dove i controlli sono spesso meno rigorosi. La Commissione ha sostenuto che l'UE dovrebbe trattare una maggiore quantità di rifiuti al proprio interno, creando un mercato interno delle materie prime secondarie, anziché esportare problemi ambientali.
Rifiuti organici e combustibili da rifiuti
Le norme sullo spostamento riguardano anche i rifiuti destinati al recupero energetico, compresi i combustibili prodotti dai rifiuti urbani. Per i produttori di combustibili alternativi e per gli impianti di teleriscaldamento che utilizzano RDF è rilevante stabilire se le nuove regole faciliteranno o ostacoleranno il commercio internazionale. Per gli impianti di trattamento dei biorifiuti e gli impianti di biogas, l'aspetto principale è la chiara definizione dello status dei substrati di scarto e la semplificazione delle procedure digitali per la documentazione dei loro flussi.





