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Potenziale degli impianti di biogas comunali in Italia: rifiuti organici, obiettivi UE e barriere

La frazione organica rappresenta una parte significativa dei rifiuti urbani e gli obiettivi UE sul riciclo e lo smaltimento in discarica ne impongono il trattamento. Gli impianti di biogas comunali possono essere una soluzione, ma incontrano barriere finanziarie e amministrative.

Pubblicato Aggiornato 4 min di letturaRedazione FeedstockData

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Wnętrze sortowni surowców wtórnych: przenośniki, separatory i stosy bel posortowanych materiałów w hali zakładu.
Foto Michael Barera / Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0, file di origine; modifiche: ritaglio

Gli impianti di biogas comunali possono diventare uno degli strumenti per soddisfare i requisiti UE sulla gestione dei rifiuti, poiché trasformano la frazione organica in energia e fertilizzante, invece di conferirla in discarica, ma il loro sviluppo è frenato dai costi, dalle procedure e dalla mancanza di competenze nei comuni. Di seguito discutiamo obiettivi, benefici e barriere.

Obiettivi UE e situazione della Polonia

La Direttiva quadro sui rifiuti, modificata nel 2018, stabilisce i livelli di preparazione per il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti urbani: 55% entro il 2025, 60% entro il 2030 e 65% entro il 2035. La Direttiva sullo smaltimento in discarica limita il conferimento dei rifiuti urbani al 10% entro il 2035. Per la Polonia, la sfida non riguarda solo l’infrastruttura, ma anche il modello di gestione: in molti comuni prevale ancora la raccolta indifferenziata e il trasporto in discarica. Un confronto tra gli obiettivi e i dati è disponibile nel post Livelli di riciclo e smaltimento in discarica dei rifiuti urbani]. La frazione organica (rifiuti biodegradabili) è una delle più consistenti nel flusso dei rifiuti urbani e il suo smaltimento in discarica provoca emissioni di metano, un potente gas serra.

Scala e potenziale comunale

In Polonia ci sono oltre 2.400 comuni, ma non tutti dispongono di una quantità sufficiente di rifiuti organici per un proprio impianto. Le analisi locali indicano che i centri più promettenti sono quelli con un maggior numero di abitanti o gruppi di comuni che garantiscono congiuntamente un approvvigionamento costante. I comuni rurali e urbano-rurali possono inoltre acquisire substrati dalle aziende agricole, creando centri locali di trattamento della biomassa. La pianificazione pratica della rete di impianti comunali è descritta nel post RIPOK e WPGO]. Un esempio di utilizzo del biogas comunale è la cogenerazione da rifiuti a Tarnów (MPEC Tarnów).

Benefici

Valorizzazione dei rifiuti organici

Un impianto di biogas può accogliere rifiuti alimentari, scarti verdi, prodotti alimentari scaduti provenienti da negozi e ristorazione, nonché fanghi provenienti dagli impianti di depurazione. Ciò riduce la massa di rifiuti conferiti in discarica e prolunga la vita utile delle discariche esistenti.

Energia rinnovabile

Il biogas può essere utilizzato in cogenerazione, dopo l’upgrading come biometano (per l’immissione in rete) o come carburante per veicoli comunali (bioCNG). La scelta dipende dalla localizzazione e dal destinatario (CHP o biometano).

Fertilizzante e clima

Il digestato può sostituire parte dei fertilizzanti minerali, a condizione che soddisfi i requisiti qualitativi e normativi (Digestato: fertilizzante o rifiuto). Il trattamento dei rifiuti organici anziché il loro smaltimento in discarica riduce le emissioni di metano; il valore della riduzione dipende dalle condizioni locali e dalle ipotesi comparative, pertanto è opportuno calcolarlo per ogni specifico progetto, anziché adottare valori generici.

Barriere

  • Costi di investimento: un impianto di biogas comunale può costare milioni o decine di milioni di złoty, a seconda della scala e della tecnologia, e richiede finanziamenti esterni.
  • Procedure amministrative: le autorizzazioni ambientali, le condizioni edilizie, le connessioni e i permessi possono richiedere diversi anni.
  • Resistenza sociale dovuta a preoccupazioni per odori e rumori; la trasparenza e una buona tecnologia possono aiutare.
  • Sostegno instabile: il sistema di incentivi e tariffe richiede prevedibilità.
  • Mancanza di competenze: i piccoli comuni di solito non dispongono di specialisti per la gestione degli impianti; una soluzione può essere la collaborazione intercomunale o l’affidamento a un operatore esterno.
  • Qualità dei rifiuti organici: i rifiuti organici contaminati richiedono il depackaging e riducono l’efficienza (Depackaging).

Conclusione

Gli impianti di biogas comunali non risolvono tutti i problemi della gestione dei rifiuti, ma possono costituire un elemento importante del sistema: laddove esiste un flusso costante di rifiuti organici di buona qualità, un acquirente di energia e un operatore competente. La decisione dovrebbe basarsi su un’analisi locale e su studi BMP dei substrati, non su slogan generici.

Come iniziare: sequenza dei passi nel comune

Un comune che sta valutando un impianto proprio o condiviso dovrebbe iniziare con un inventario: quanti rifiuti organici raccoglie, di quale qualità e stagionalità, quali sono le distanze di trasporto e chi è il potenziale acquirente del gas o del calore. Successivamente, è utile analizzare il potenziale metanigeno di campioni rappresentativi, valutare le opzioni tecnologiche (digestione anaerobica a secco o umida, compostaggio come alternativa) e confrontare i costi con le possibili fonti di finanziamento. Solo su questa base ha senso realizzare uno studio di fattibilità e avviare un dialogo con i cittadini. Saltare uno di questi passaggi di solito si conclude con un impianto sottoutilizzato o con uno sbocco incerto per i prodotti.

Fonti

  1. Dyrektywa 2008/98/WE w sprawie odpadów (po zmianie dyrektywą 2018/851) — EUR-Lex
  2. Dyrektywa (UE) 2018/850 w sprawie składowania odpadów — EUR-Lex
  3. Eurostat — wskaźnik CEI wm011: recykling odpadów komunalnych

Domande e risposte

Ogni comune può avere un proprio impianto di biogas?

Non sempre. La convenienza economica dipende dalla quantità e qualità dei bio-rifiuti, dall’accesso a un acquirente di gas e calore, nonché dalla capacità di gestione dell’impianto. Più frequentemente risultano vantaggiosi gli impianti regionali che servono più comuni.

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