Emissioni e climaAnalisi
Rifiuti e metano nell'Africa Subsahariana: cosa dicono i dati della Banca Mondiale
Secondo la Banca Mondiale, la quantità di rifiuti nell'Africa Subsahariana aumenterà da circa 174 milioni di tonnellate (2016) a circa 516 milioni di tonnellate (2050), e almeno il 60% finisce in discariche non controllate. Da dove viene il potenziale del biogas e il rischio di emissioni di metano?
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Secondo la Banca Mondiale, la quantità di rifiuti urbani nell'Africa Subsahariana è destinata ad aumentare circa tre volte, da circa 174 milioni di tonnellate nel 2016 a circa 516 milioni di tonnellate nel 2050, e la maggior parte di essi finisce oggi in discariche non controllate. Questi sono i dati del rapporto "What a Waste 2.0" del 2018. La combinazione di un'elevata percentuale di rifiuti biodegradabili, un basso livello di smaltimento controllato e la crescente urbanizzazione rende la regione sia una fonte significativa di emissioni di metano sia una grande opportunità per la digestione anaerobica.
Scala globale e regionale
Nel rapporto del 2018, la Banca Mondiale indicava che nel 2016 sono state prodotte a livello mondiale 2,01 miliardi di tonnellate di rifiuti urbani, e che nel 2050 la loro quantità dovrebbe aumentare a 3,40 miliardi di tonnellate, ovvero del 70%, se non verranno modificate le politiche attuali. Per l'Africa Subsahariana, l'African Clean Cities Platform, citando questo rapporto (p. 28), indica un aumento da circa 174 milioni di tonnellate nel 2016 a circa 516 milioni di tonnellate nel 2050, cioè circa tre volte tanto. Phys.org riporta per il 2016 un valore di circa 180 milioni di tonnellate, ovvero circa il 9% della quantità globale. La discrepanza deriva da arrotondamenti e definizioni della regione.
Composizione: perché l'organico è così importante
Secondo un commento di Desta Mebratu (Phys.org, 2022), oltre il 60% dei rifiuti prodotti nelle città africane è biodegradabile, e un ulteriore 20% circa è riciclabile. Questo è più che in molti Paesi europei, dove una grande percentuale è costituita da imballaggi. L'African Clean Cities Platform osserva che all'aumentare del benessere di un Paese, diminuisce la percentuale di rifiuti organici e aumenta quella di plastica e carta. L'elevata umidità e la suscettibilità alla rapida decomposizione rendono questo tipo di rifiuti un combustibile peggiore per gli inceneritori, ma un substrato migliore per la digestione anaerobica e il compostaggio. Lo stesso materiale in discarica genera metano e percolato.
Come vengono smaltiti
Mebratu scrive che nel 2016 solo circa l'11% dei rifiuti della regione è finito in discariche correttamente progettate e gestite, mentre oltre il 60% in discariche a cielo aperto; in molte città africane fino al 90% dei rifiuti finisce in discariche a cielo aperto, e una parte significativa viene bruciata. L'African Clean Cities Platform, citando il rapporto della Banca Mondiale (p. 82), indica che almeno il 70% dei rifiuti nell'Africa Subsahariana viene smaltito in discariche non controllate. La differenza deriva da definizioni e dati diversi. La conclusione, tuttavia, è coerente: la maggior parte dei rifiuti non viene smaltita in modo controllato, e quindi il metano non viene catturato.
Conseguenze climatiche e di sicurezza
Il metano proveniente dalle discariche ha un grande impatto sul clima in una prospettiva di alcuni decenni. Oltre alle emissioni, sono in gioco incendi nelle discariche e frane, il cui tragico esempio è stata la frana di Kiteezi a Kampala nel 2024 (Uganda: frana della discarica di Kiteezi]) e l'evento precedente a Koshe ad Addis Abeba nel marzo 2017 (vedi Reppie ad Addis Abeba]).
Cosa può ridurre le emissioni
- La raccolta differenziata dei rifiuti organici (anche in forma semplificata, ad esempio dai mercati e dai mercati rionali) è il primo passo.
- Compostaggio e digestione anaerobica in impianti di scala adeguata alla città; un impianto di biogas produce energia e il digestato è un fertilizzante.
- Sgasamento delle discariche e combustione o utilizzo energetico del metano laddove lo smaltimento in discarica rimane necessario (vedi Gas di discarica: obblighi di sgasamento]).
- Integrazione del settore informale: i raccoglitori di rifiuti fanno parte del sistema e dovrebbero avere un ruolo al suo interno.
- Finanziamento: in molte città mancano i fondi per i costi correnti di raccolta, che sono una condizione per il funzionamento di qualsiasi impianto.
I dati della Banca Mondiale permettono di valutare la scala, ma non sostituiscono gli studi locali sulla composizione dei rifiuti: il potenziale di biogas in una città dipende dalla composizione reale e dal metodo di raccolta.
Dove la digestione anaerobica ha senso e dove no
La digestione anaerobica richiede un flusso relativamente pulito di rifiuti organici. L'African Clean Cities Platform indica come principali metodi di gestione dei rifiuti organici il compostaggio e la fermentazione metanigena, con il compostaggio che non richiede tecnologia avanzata. Da un flusso misto di rifiuti urbani, in cui la frazione organica è contaminata da plastiche, vetro e metalli, può essere separata in un impianto di selezione, ma il materiale ottenuto è di qualità inferiore e il digestato è più difficile da utilizzare in agricoltura. Per questo motivo, in molte città il primo passo è spesso il compostaggio: più economico, meno sensibile alle contaminazioni, anche se non produce energia. Gli impianti di biogas sono adatti dove esiste un grande flusso relativamente pulito: mercati all'ingrosso, mercati rionali, industria alimentare, macelli e grandi istituzioni. Nella pratica polacca, il confronto tra le due soluzioni è presentato nel post Compostaggio o digestione anaerobica dei rifiuti organici].
Perché i numeri regionali vanno letti con cautela
I dati della Banca Mondiale si basano su rapporti dei Paesi, che nell'Africa Subsahariana sono spesso incompleti o basati su stime. La raccolta riguarda principalmente le aree centrali delle città, mentre i rifiuti generati nelle periferie o bruciati in loco non sono inclusi. La composizione dei rifiuti cambia con il reddito: nelle città con redditi più alti aumenta la percentuale di imballaggi. Per la pianificazione di un impianto specifico sono necessari studi locali sulla composizione dei rifiuti.
Fonti
Domande e risposte
Perché i rifiuti organici sono importanti per il metano?
Nelle discariche non controllate, i rifiuti organici si decompongono in condizioni anaerobiche ed emettono metano, un potente gas serra. La separazione e la digestione anaerobica (fermentazione metanigena) in un impianto di biogas consentono di catturare questo gas e utilizzarlo come fonte energetica.




